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Il villaggio di Santa Susanna

Il villaggio campestre sorge al di fuori del paese, nell'adiacente vallata di Moddamene, attorniata da piccole case che, insieme ad essa, costituiscono uno dei villaggi campestri di epoca medievale meglio conservati della zona.

Vi si accede da un ampio portale spagnolesco sormontato da una croce e si giunge subito alla chiesa edificata dai romani al di sopra di una sommità dove, presumibilmente, sorgeva un tempio pagano.

La chiesa campestre di Santa Susanna, documentata dal 1341, consacrata nel 1349 e già parrocchiale di un villaggio spopolato, si trova a circa 5 km a sud dell'abitato di Busachi. La facciata, di grande interesse, ospita ancora decori ceramici ben conservati, risalenti al XIV secolo. All'interno si trovano diversi affreschi sulla vita della santa alla quale è dedicata la chiesa, risalenti ai primi dell'Ottocento. Attualmente la chiesa è meta di una processione che si svolge nel mese di agosto con il trasporto di un simulacro della santa, una messa con panegirico e festeggiamenti che richiamano numerosi fedeli.

Fu consacrata nel 1349 e dedicata oltre a Santa Susanna anche a Santa Barbara e San Biagio.

La chiesa in stile gotico-giudicale presenta due portici: uno antistante, S'Accraru, risalente al 1700 ed uno contemporaneo dell'impianto originario, S'Istaulleddu. Presenta numerosi elementi caratteristici: il campanile a vela, il portoncino d'ingresso a sesto acuto e, sopra di questo, le maioliche incastonate. Queste ultime di fattura molto buona e non riconducibile ai lavori di artigiani locali. sono la testimonianza degli scambi arabo-ispanici o arabo-siculi che in quel tempo facevano della nostra isola il centro dei traffici nel mediterraneo.

All'interno la chiesa conserva grandi affreschi datati 1755, che avvolgono interamente le pareti e la volta e attraverso delle sequenze narrano le vicende della Santa. Tra gli altri arredi sono presenti una preziosa acquasantiera in trachite grigia di epoca bizantina ed un'antichissima statua della Santa in legno policromo in cima all'altare.

Leggenda

In questa località, come in altri luoghi della Sardegna, vi è un riferimento alla peste che, intorno al 1650, imperversò a Moddammene e costrinse gli abitanti ad insediarsi presso il rione busachese denominato Ligios. Secondo la leggenda la rimozione del simulacro della Santa posta sull'altare causerebbe il diffondersi della musca maghedda seminando morte e distruzione.

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